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Il futuro dell’edilizia

Il futuro dell’edilizia entra in una fase nuova, dopo gli anni spinti da Superbonus, PNRR e ripresa del mercato immobiliare. Si parla di un settore che cambia ritmo e cerca un equilibrio più stabile.

Il futuro dell’edilizia dopo la stagione dei grandi incentivi

Il mercato delle costruzioni mantiene ancora numeri positivi, ma archivia la fase della crescita eccezionale.

Secondo il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME, il 2026 dovrebbe chiudere con investimenti in aumento del 2% e un valore della produzione in crescita dell’1,9%.

Il dato conferma una tenuta importante del comparto, anche in un contesto segnato da tensioni internazionali, costi energetici instabili e possibili nuovi rincari delle materie prime.

La differenza rispetto agli ultimi anni sta nel motore della crescita:

gli incentivi fiscali hanno perso centralità, mentre aumentano il peso delle opere pubbliche, delle infrastrutture e dei cantieri legati al PNRR.

PNRR, opere pubbliche e rallentamento

Nei prossimi anni il settore dovrà affrontare una fase di normalizzazione.

Il CRESME prevede già dal 2027 un rallentamento degli investimenti, con una lieve flessione, destinata poi ad accentuarsi nel 2028.

Non emerge uno scenario di crollo, ma un assestamento dopo una stagione fuori scala.

In questa nuova fase conteranno soprattutto la capacità di programmare gli interventi, gestire correttamente le risorse pubbliche, rispettare tempi e procedure e trasformare la spinta del PNRR in una programmazione ordinaria.

La continuità dei cantieri e la qualità della progettazione avranno un ruolo decisivo per evitare vuoti nella filiera delle costruzioni.

Patrimonio immobiliare e innovazione

Un altro elemento importante riguarda il patrimonio edilizio esistente.

Nei prossimi decenni molte abitazioni cambieranno proprietario tramite successione ereditaria e una parte rilevante di questi immobili presenta caratteristiche datate:

impianti da verificare, prestazioni energetiche basse, situazioni catastali o urbanistiche da controllare prima della vendita del riutilizzo.

Questo fenomeno potrà generare nuova domanda di regolarizzazioni, aggiornamenti catastali, recupero edilizio, efficientamento energetico e adeguamento degli impianti.

Accanto a questo, crescerà anche il ruolo della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, dei nuovi materiali e delle costruzioni off site.

Il futuro dell’edilizia, quindi, dipenderà sempre meno dalle misure straordinarie e sempre più dalla capacità di innovare, pianificare e valorizzare il patrimonio immobiliare in modo concreto.

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