Negli ultimi anni il Superbonus ha rappresentato un’importante opportunità per l’edilizia e la riqualificazione energetica, ma non sono mancati abusi e frodi. Ora però, le maglie dei controlli si stringono: chi ha tentato scorciatoie potrebbe pagarne le conseguenze.
Un’opportunità trasformata in rischio
Il Superbonus era nato con intenzioni più che nobili: rilanciare l’edilizia, stimolare l’economia e migliorare l’efficienza energetica degli immobili.
Un meccanismo generoso che ha attirato l’interesse di famiglie, imprese e professionisti.
Tuttavia, la combinazione tra accesso semplificato ai benefici fiscali e la possibilità di cedere i crediti ha creato terreno fertile per abusi.
Frodi in aumento: il caso di Napoli
Una delle ultime truffe smascherate arriva dalla Campania, dove la Guardia di Finanza ha messo sotto sequestro oltre 3,7 milioni di euro in crediti fiscali inesistenti.
Secondo le indagini, un architetto e una società avrebbero simulato interventi edilizi mai eseguiti, producendo fatture fittizie e documentazione contraffatta.
Nessun lavoro effettuato, nessun cantiere aperto, solo carte false inviate agli enti competenti come ENEA e Agenzia delle Entrate.
Il tutto con la complicità di un tecnico che ha asseverato operazioni mai iniziate.
Il danno per lo Stato e per i cittadini
La frode ha permesso di immettere nel sistema crediti d’imposta fasulli, pronti per essere usati come valuta fiscale per pagare imposte reali.
Un meccanismo pericoloso che, se non intercettato, avrebbe causato perdite significative per le casse pubbliche.
Fortunatamente, l’intervento tempestivo delle autorità ha bloccato l’operazione prima che i crediti venissero incassati.
Il ruolo dei controlli: ora la musica cambia
Questo episodio, come altri emersi negli ultimi mesi, conferma un cambiamento importante: la fase di “libera tutti” è finita.
Oggi i controlli sono più rigorosi, incrociati e mirati.
Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e magistratura collaborano attivamente per identificare anomalie e prevenire abusi.
Non solo le imprese esecutrici, ma anche i tecnici asseveratori e i cessionari dei crediti sono oggetto di verifiche, anche a distanza di anni.
Un sistema che richiede equilibrio
Il Superbonus ha sicuramente portato benefici, ma ha anche messo in evidenza la necessità di strumenti normativi solidi e controlli strutturati.
Nella fase inziale, la mancanza di verifiche preventive e l’eccessiva flessibilità nell’uso dei crediti hanno reso il sistema vulnerabile.
Ora, con l’uscita progressiva del Superbonus dal panorama fiscale e una normativa più restrittiva, l’attenzione si concentra sulla legalità e sulla trasparenza.
Gli incentivi fiscali rappresentano una leva potente per la crescita, ma solo se usati correttamente.
Le recenti indagini dimostrano che le istituzioni sono attive e vigili.
Chi ha agito in malafede, oggi rischia di affrontare conseguenze pesanti.
Per tutti gli altri, il consiglio resta solo uno: massima attenzione e rispetto delle regole.