I cantieri fermi nei bonus edilizi creano spesso contenziosi tra committenti e imprese e per poter ricevere un rimborso sono richieste prove concrete.
Cantieri fermi e bonus edilizi: il risarcimento non scatta da solo
Nei lavori agevolati con bonus edilizi, un cantiere lasciato a metà può generare richieste di restituzione delle somme, contestazioni sulle opere e domande di risarcimento.
Tuttavia, il danno non deriva in automatico dal mancato completamento dei lavori.
IL CASO
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n.5967 del 16 aprile 2026, ha affrontato una vicenda legata a Bonus Facciate ed efficientamento energetico.
Il giudice ha messo al centro un principio preciso: chi chiede un risarcimento deve dimostrare:
- il collegamento tra il comportamento dell’impresa e il pregiudizio economico lamentato.
- il danno subìto,
- il valore delle opere mancanti,
Credito ceduto non significa credito incassato
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la cessione del credito fiscale.
La presenza di fatture e di una cessione non dimostra, da sola, che l’impresa abbia davvero incassato quel credito o ottenuto un vantaggio economico.
Per sostenere una richiesta economica, occorre ricostruire il percorso del credito: utilizzo, compensazione, monetizzazione o eventuale mancato incasso.
In altre parole, il credito ceduto non coincide sempre con denaro effettivamente entrato nella disponibilità dell’impresa.
Questo passaggio pesa molto nei contenziosi nati durante la stagione dei bonus edilizi, soprattutto nei casi in cui il mercato dei crediti fiscali ha creato blocchi, ritardi o difficoltà di utilizzo.
Quali prove servono?
Per sostenere una richiesta di risarcimento servono documenti chiari:
- contratto di appalto,
- preventivi,
- computo metrico,
- stati di avanzamento lavori, foto del cantiere,
- comunicazioni con l’impresa,
- perizie tecniche.
Anche le prove dei pagamenti aiutano a ricostruire cosa doveva essere realizzato e cosa, invece, risulta mancante o difforme.
Lo stesso vale per la perdita dell’agevolazione fiscale: chi lamenta il danno deve dimostrare di avere i requisiti per il bonus, che i lavori rientravano nell’agevolazione e che il comportamento dell’impresa ha impedito l’utilizzo del beneficio.
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