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Bonus facciate – conviene restituirlo?

Il bonus facciate con i lavori dopo il 2021 non significa automaticamente perdita dell’agevolazione, però è richiesta un’analisi attenta quando entra in gioco lo sconto in fattura. Restituire subito il beneficio potrebbe non essere la scelta più corretta.

Bonus facciate e lavori dopo il 2021

Il 31 dicembre 2021 non rappresentava necessariamente il termine entro cui concludere gli interventi. Per ottenere il Bonus facciate al 90%, quella data riguardava infatti il sostenimento della spesa.

Di conseguenza, un cantiere iniziato nel 2021 poteva proseguire anche nell’anno successivo.

La questione diventa più delicata con lo sconto in fattura, perché occorre verificare cosa risultava effettivamente realizzato nel momento in cui è stata esercitata l’opzione.

Le più recenti pronunce della Cassazione seguono una linea rigorosa e collegano il credito fiscale alla concreta esecuzione delle opere.

Per questo esiste una differenza importante tra un intervento già avviato nel 2021 e completato nel 2022 e lavori che, al momento dello sconto, non erano ancora iniziati.

Perché restituire non chiude automaticamente la questione?

Con lo sconto in fattura, il committente non utilizza direttamente tutta la detrazione:

se l’impresa applica uno sconto del 90%, il cliente paga soltanto il restante 10%

mentre l’impresa acquisisce un credito fiscale pari allo sconto praticato.

Quel credito può poi circolare attraverso successive cessioni. Nasce quindi un percorso autonomo rispetto al rapporto iniziale tra committente e impresa.

Per questo una restituzione spontanea da parte del beneficiario non elimina automaticamente il credito che nel frattempo è passato al fornitore o ad altri cessionari.

La normativa prevede specifiche regole di recupero e, in determinate circostanze, può coinvolgere anche altri soggetti che hanno partecipato alla cessione.

Restituire immediatamente il bonus, quindi, non garantisce di chiudere la vicenda e potrebbe comportare la rinuncia a un’agevolazione che, dopo una verifica approfondita, potrebbe risultare ancora difendibile.

Ricostruire i fatti

Non esiste una risposta uguale per ogni intervento.

Prima di scegliere tra difesa e regolarizzazione occorre

  • ricostruire con precisione quando sono iniziati i lavori,
  • quale parte risultava già eseguita,
  • quando è stata applicata l’opzione,
  • quali documenti dimostrano l’effettivo andamento del cantiere.

Foto, fatture, computi metrici, forniture, elaborati progettuali e documentazione tecnica possono assumere un ruolo determinante.

Prima di restituire il beneficio occorre capire se la situazione presenta elementi sufficienti per difenderlo oppure se risulta più corretto procedere con una regolarizzazione.

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