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Edilizia dopo il PNRR

L’edilizia dopo il PNRR si prepara a una nuova fase, caratterizzata dalla riduzione degli investimenti pubblici e dal progressivo ridimensionamento dei bonus edilizi. La Corte dei Conti analizza le prospettive del settore delle costruzioni fino al 2029, evidenziando rischi e possibili opportunità.

Edilizia dopo il PNRR: meno investimenti per Comuni e opere pubbliche

Il 2026 segna un momento importante per il settore delle costruzioni, grazie agli ultimi interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo le previsioni del Documento programmatico di finanza pubblica, gli investimenti delle amministrazioni pubbliche raggiungeranno 93,7 miliardi di euro, contro gli 88,6 miliardi del 2025.

Dal 2027, però, lo scenario potrebbe cambiare. La Corte dei Conti prevede una progressiva riduzione delle risorse, con investimenti complessivi che scenderebbero a 92,2 miliardi nel 2027 e a 88,5 miliardi nel 2028.

A risentire maggiormente di questa contrazione saranno soprattutto gli enti locali, che nel 2026 dovrebbero raggiungere il livello massimo di spesa, pari a 53,4 miliardi di euro, prima di registrare un calo del 13,4% nel 2027.

La conclusione del PNRR non rappresenta l’unica causa del rallentamento: anche la riduzione dei finanziamenti nazionali, superiore a 8 miliardi di euro nel periodo 2027-2034, potrebbe limitare la realizzazione di nuove infrastrutture e opere pubbliche.

A complicare il quadro intervengono le difficoltà organizzative dei Comuni: negli ultimi anni, molte amministrazioni hanno concentrato personale e risorse sulla gestione dei progetti PNRR, rallentando la programmazione ordinaria.

Per le imprese edili, questo cambiamento potrebbe tradursi in meno nuovi bandi e appalti pubblici, con possibili ripercussioni sull’attività dei cantieri e sulla continuità dei lavori nei territori.

Bonus edilizi e Superbonus: meno agevolazioni e maggiori controlli

Anche il sistema degli incentivi per gli immobili privati attraversa una trasformazione.

La Corte dei Conti prevede che nel 2026 i contributi pubblici agli investimenti diminuiranno di 6,2 miliardi di euro, pari a una contrazione del 16% rispetto al 2025. Il dato riguarda diverse forme di contributo, ma risente anche della riduzione degli incentivi destinati agli interventi edilizi.

Particolare attenzione riguarda il Superbonus, i cui effetti finanziari continueranno a incidere sui conti dello Stato anche negli anni successivi alla conclusione dei lavori.

Il motivo dipende dal funzionamento dei crediti d’imposta:

il sistema contabile registra gli importi secondo determinate regole,

mentre il loro utilizzo in compensazione produce effetti sulle entrate pubbliche nel corso del tempo.

Questo meccanismo contribuisce a influenzare l’andamento del debito pubblico e le risorse che lo Stato potrà destinare a future agevolazioni.

Nel frattempo, cresce l’attenzione dell’amministrazione finanziaria verso gli immobili che hanno beneficiato deli incentivi. Nel secondo trimestre del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha inviato circa 21.600 lettere di compliance catastale per verificare le posizioni degli edifici interessati, dal 2019, da interventi di efficientamento energetico o miglioramento strutturale finanziati con risorse pubbliche.

L’attività di controllo rientra in un programma più ampio, che comprende anche l’individuazione dei fabbricati non dichiarati attraverso la mappatura del territorio nazionale.

Nuove opportunità per l’efficienza energetica

Nonostante le prospettive di rallentamento, il settore delle costruzioni potrebbe trovare nuove occasioni di sviluppo negli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.

Per il biennio 2027-2028, il Documento programmatico di finanza pubblica ipotizza il ricorso agli strumenti di flessibilità previsti dalle regole europee di bilancio, con l’obiettivo di sostenere maggiori spese per la difesa e la sicurezza energetica. Per quest’ultima finalità, il quadro programmatico individua circa 14,4 miliardi di euro di possibili margini di spesa nel biennio.

Tra gli interventi che potrebbero beneficiare delle nuove risorse figurano il miglioramento dell’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli edifici pubblici, con particolare attenzione a scuole, università, ospedali e impianti sportivi.

Il quadro comprende anche possibili interventi sulle infrastrutture ferroviarie, nell’ambito delle politiche per la mobilità sostenibile.

Per conoscere le misure concrete, tuttavia, occorrerà attendere le decisioni contenute nella prossima Legge di bilancio.

Per sapere come funzionano i bonus edilizi quando c’è un frazionamento catastale, cliccate qui.