Sfida tra efficienza e sicurezza: la direttiva Case Green riaccende il dibattito sulla riqualificazione degli edifici italiani. Ridurre i consumi energetici è importante, ma senza adeguate verifiche sismiche resta aperto un grave problema di sicurezza.
La sfida tra efficienza e sicurezza degli edifici – Case Green
La direttiva europea Case Green punta a migliorare le prestazioni energetiche degli immobili e a ridurre progressivamente i consumi.
L’Italia non ha completato il recepimento entro il 29 maggio 2026 e il quadro normativo alimenta alcune preoccupazioni tra i professionisti del settore:
un sondaggio volontario condotto su 80 architetti della provincia di Perugia evidenzia che il 53,8% dei partecipanti teme il ripetersi delle criticità del Superbonus, tra burocrazia e possibili fenomeni speculativi.
Il 35%, invece, considera la direttiva un’opportunità professionale, purché una gestione adeguata accompagni la transizione.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto il risparmio energetico, ma anche la qualità degli interventi e la necessità di adattarli alle caratteristiche del patrimonio immobiliare italiano.
Il rischio sismico
Una parte significativa degli edifici italiani risale a periodi precedenti all’introduzione delle attuali norme antisismiche.
La riqualificazione energetica solleva quindi una questione importante: quale livello di sicurezza offrono gli immobili interessati dai lavori?
Cappotti termici, nuovi infissi e pompe di calore possono ridurre le dispersioni e migliorare il comfort abitativo, ma non risolvono automaticamente eventuali carenze strutturali.
Migliorare l’isolamento di un edificio senza conoscerne la vulnerabilità significa
lasciare irrisolto un grave problema di sicurezza.
Un immobile può raggiungere ottime prestazioni energetiche e continuare a presentare criticità in caso di terremoto.
Gli strumenti per valutare il rischio esistono già. Il D.M. 58/2017 ha introdotto un sistema di classificazione del rischio sismico che consente ai professionisti di analizzare le condizioni degli edifici.
Integrare questa valutazione nella programmazione dei lavori permetterebbe di individuare le priorità e coordinare gli interventi energetici con quelli strutturali.
Il problema dei centri storici
Un’altra criticità riguarda la tutela del patrimonio architettonico:
borghi medievali, palazzi antichi e costruzioni in pietra richiedono soluzioni compatibili con le caratteristiche originarie degli edifici.
L’applicazione indiscriminata di cappotti termici, serramenti moderni e impianti esterni può alterare l’aspetto delle facciate. Inoltre, una scelta poco attenta dei materiali, senza adeguate verifiche tecniche, può favorire problemi di umidità e condensa.
Per affrontare queste difficoltà, alcuni progettisti propongono un catalogo regionale di soluzioni compatibili con gli edifici storici, accompagnato da verifiche della vulnerabilità sismica prima dell’accesso agli incentivi energetici.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra risparmio energetico, conservazione del patrimonio e protezione delle persone.
La sfida delle Case Green non consiste soltanto nel rendere gli edifici meno energivori, ma anche nel valutare la loro sicurezza. Perché una casa efficiente non è necessariamente una casa sicura.
Per sapere come funzionano le imposte sulla plusvalenza post lavori Superbonus, quando c’è la vendita dell’usufrutto, cliccate qui.