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Superbonus e ricostruzione post-sisma

Un nuovo decreto fa chiarezza sull’uso combinato del Superbonus e dei fondi per la ricostruzione post-sisma. Obiettivo: trasparenza e ordine, per evitare errori e ritardi.

Superbonus e ricostruzione post-sisma: un passo avanti

Il Decreto n.675 del 24 luglio, firmato dal Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma, definisce modalità operative chiare per gli interventi nell’area colpita dal sisma del 2016.

I tecnici e i beneficiari che utilizzano sia il Superbonus sia i contributi pubblici devono seguire un nuovo protocollo di registrazione e controllo delle spese.

Chi esegue lavori con il supporto di entrambi i canali di finanziamento deve distinguere in modo netto le spese coperte dallo Stato da quelle agevolate con detrazioni fiscali.

Il Portale Nazionale delle Classificazioni Sismiche (PNCS) richiede l’inserimento del Codice Unico di Progetto (CUP) in ogni intervento che prevede l’uso congiunto di fondi pubblici e Superbonus.

Documentazione e obblighi operativi

I professionisti incaricati e i beneficiari devono aggiornare la documentazione già presentata.

Chi ha omesso nella domanda di contributo i costi non coperti dallo Stato, come lavorazioni aggiuntive o prestazioni professionali, deve trasmettere una variante RCR.

Nel caso in cui il sistema non riporti ancora il CUP, anche se la concessione del contributo risulta già approvata, il tecnico incaricato deve procedere all’integrazione dei dati.

Tutte queste operazioni devono concludersi entro il 10 settembre 2025.

La scadenza concede un margine utile, ma richiede attenzione e tempestività.

Perché questa procedura risulta fondamentale?

Il nuovo sistema consente un controllo accurato delle risorse impiegate e promuove la massima trasparenza.

Il Dipartimento Casa Italia ha deciso di monitorare con precisione ogni euro investito, distinguendo chiaramente tra contributi pubblici e agevolazioni fiscali.

In un’area estesa, che coinvolge 4 regioni e migliaia di cantieri, risulta essenziale mantenere un quadro costantemente aggiornato.

I tecnici rivestono un ruolo centrale in questo processo: conviene agire subito per verificare l’allineamento delle pratiche alle nuove regole.

Queste misure puntano a semplificare la gestione degli interventi, ridurre la burocrazia e velocizzare la ricostruzione.

Seguire le nuove direttive significa contribuire a un processo più chiaro, ordinato e funzionale per tutti.